The Sheep

I The Sheep sono un progetto di recente formazione, nato come trio rock nell’estate del 2011 con Nicola Cascone alla chitarra, Andrea Bracchitta al basso e Peppe Virzì alla batteria. Recentemente, alla ricerca di nuovi orizzonti sonori, stanno integrando nella band un nuovo musicista, Giorgio Sortino (chitarrista/trombettista) e, come vedremo, sono ancora in cerca di un cantante. Dopo averli seguiti per un po’ su YouTube – dove sono soliti caricare i loro brani man mano che prendono forma – ho avuto l’onore di ascoltarli in anteprima in sala prove, prima del loro debutto ufficiale (domani sera alla Locomotiva, in piazza Mercato… ad Adrano, CT). Composizioni lunghe di matrice prog, ma con sonorità moderne e decisamente alternative, paesaggi cangianti e un impatto sonoro ora dolce ora devastante, con una tecnica – notevole – mai fine a sé stessa ma sempre al servizio della musicalità: questi sono i The Sheep.

Siete un gruppo strumentale, senza un vero e proprio cantato. Scelta stilistica o semplice mancanza di un Geddy Lee o uno Sting nella formazione?
È una semplice mancanza. In realtà volevamo e vogliamo tuttora trovare un cantante per “The Sheep”, ma per il momento la ricerca è miseramente fallita. Per necessità, e volendo esagerare, ci siamo messi noi davanti (dietro?) al microfono. In ogni caso… questo è uno spazio pubblicitario.

Ci auguriamo che qualche interessato si faccia avanti. Quanto al nome, è un omaggio ai Pink Floyd o cos’altro?
Ci sarebbe piaciuto se fosse stato un omaggio o che avesse un significato nascosto molto figo… In realtà il nome “The Sheep” era tutt’altro che definitivo; poi per una serie di circostanze è rimasto quello, complice anche la nostra scarsa immaginazione!

L’influenza di band come i King Crimson è palese. Credete che il prog abbia un futuro o sia ormai ridotto a mero manierismo?
Sicuramente c’è anche il prog tra le nostre influenze, anche se sinceramente non crediamo di appartenere a questo filone. Diciamo che ci sono anche altre influenze al momento.

E dell’“alternativo” – termine fin troppo abusato – cosa ne pensate?
L’essere alternativo è una fregatura. I sedicenti alternativi utilizzato questo termine per giustificare qualcosa a qualcuno… boh! Adoriamo i Beatles, può esistere un gruppo più pop di loro?

Eppure probabilmente proprio Sgt. Pepper è il primo album prog… Ma quali altri musicisti o band vi hanno più ispirato per il sound?
Questa è una domanda che ci mette in seria difficoltà. Per Peppe: Jimmy Chamberlin e Danny Carey; per Andrea i Tool, i Radiohead e i Verdena. Per Nick in primis King Crimson per andare a parare agli Alice in Chains.

Come componete solitamente i brani?
I pochi brani finora composti sono nati tutti nello stesso modo, partendo da una jam in saletta. A furia di riascoltare le registrazioni delle prove abbiamo sviluppato ed “eletto” le idee che più ci hanno convinto.

In una strana epoca in cui tutti sono dediti al vintage (anche fittizio), voi non disdegnate affatto le nuove tecnologie: strumenti moderni, Mac, YouTube…
Fortunatamente viviamo in un’epoca dove la tecnologia è alla portata di tutti, perché disdegnarla? Con un relativo piccolo investimento abbiamo la possibilità di produrre le nostre cose e grazie ad internet ottengono la giusta visibilità.

Siete in cerca di etichetta o preferite rimanere indipendenti?
Se qualcuno volesse produrci ne saremmo felici, per il momento siamo soddisfatti della nostra autoproduzione.

Ultima domanda: debutterete ad Adrano, a due ore di macchina da Ragusa. Nemo propheta in patria?  (Di conseguenza: che ne pensate del panorama musicale ragusano?)
La situazione musicale della Sicilia Sud-Orientale è decisamente povera e priva di opportunità per band come la nostra. Noi, pur non arrendendoci, continuiamo a cercare date soprattutto altrove (visto che qui non ci fanno suonare perché siamo decisamente “rumorosi”).

In realtà l’ultima domanda è quella marzulliana: fatevi una domanda eccetera eccetera.
Perché non ci sono investimenti nella musica e nella cultura in maniera ampia e aperta? Perché mancano le persone che investono e che abbiano il coraggio di rischiare.

Band ragusane: i gruppi musicali a Ragusa

È ormai luogo comune sostenere che, musicalmente parlando, «Ragusa non è Catania» (la fu “Seattle del Sud”). In realtà sarebbe più corretto dire che non sono molti a Ragusa i locali che accolgono abitualmente band musicali; di gruppi, infatti, in città non ne mancano. Non solo: a differenza che nella provincia etnea, da queste parti prevalgono decisamente i gruppi che propongono pezzi propri piuttosto che cover, con una predilezione per i generi alternative. Cercherò di darne un elenco che non ha la pretesa di essere esaustivo ma che tenterà di essere quanto più completo possibile.

Le due band che più delle altre sono riuscite a farsi conoscere al di fuori dei confini ragusani e siciliani sono gli Charme, che si sono esibiti anche a Londra, e i Gentless3, il cui recente tour ha toccato numerose città sparse in tutta Italia.

Diverse band, come detto, sono dedite all’alternative rock nelle sue varie declinazioni, per cui sono più vicini alla new wave The Crackers e Lacris, all’indie DisorderDi Viola MinimaleGreta e Out-Like Balcons, al prog The SheepRandone e Penrose Tiling, al rock The Swing Doll e Trio Solubile&Rebel e al punk/rock “demenziale” gli Ultimi, mentre nel versante più metal annoveriamo Coma Divine e i Carnival Ends (gruppi come i Dalia Nera e gli Schema Zeta suonano metal più “classico”).

Anche generi più “popolari” sono ben rappresentati: varie sfumature di folk sono suonate da Caruana MundiLocanda di CrisTir Na NògTaddariti, Taleh e Vincent Migliorisi;  più soul sono gli Scarlett, mentre i Baciamolemani, l’Onorata Società, i Reggaenade e i Fayard Sound sono band reggae/ska, genere incrociato con lo swing negli Enzo e il Cattivo Tempo. Soulcè & Teddy Nuvolari, infine, propongono rap.

Diversi gruppi negli ultimi anni si sono purtroppo sciolti (cosa non infrequente in una città non esattamente universitaria, che spinge al trasloco le proprie migliori menti una volta raggiunta la maggiore età); eccone un rapido elenco di quelli di cui resta testimonianza su internet: 3Rabbit, AmonicapiaceBarbed WireBlaster TrucksCon&SenzaDiosfera CorpEleuterìaMusic MachinesNeradisiacaNorikoSweet Plague, The Biscuits out Machine.

Parecchie anche le cover band, da quelle “tributo” come i Brother in the Straits, i Cult n’ RosesI Picciotti di Vasco, gli Still Smiths e i Trambusto e Popcorn (tutte con nomi più che esplicativi) a quelle più generaliste che propongono il classico rock-blues: The DismissedThe Soul MirrorWild Bones, Vanadio. Altre ancora sono più specializzate in un genere particolare: gli X-Level nel rock ’80, la Stickers Band nella disco ’70/’80, gli Strike nel rockabilly e la Tinto Brass Street Band che si propone come street band. Gli Artetetra propongono rock in duo; i Gira Vota e Furria, i Pendragon e i Nero Damasco si confrontano col folk; i Molestie a parte con il pop/rock italiano.

Molte sono anche le band che hanno la propria “base” in provincia, ma di queste ne parleremo un’altra volta…

Un doveroso ringraziamento ad Andrea e Nick e a tutti gli amici del gruppo Facebook Mercatino musicale della provincia di Ragusa per aver contribuito a stilare il primo censimento dei gruppi ragusani.

(Per ogni richiesta di aggiunta o rettifica potete scrivermi un’email o aggiungere un commento…)